DORMIRE IN TRUNA: LA NEVE COME LETTO 

La truna, per quanti non lo sapessero, è un buco/riparo realizzato nella e con la neve. Sfrutta l’elevata capacità isolante della neve; infatti la morte bianca, così viene chiamato il decesso di chi viene travolto da una valanga, avviene quasi sempre per asfissia, piuttosto che per altre cause.

La tenda non rappresenta una soluzione sostenibile, poiché camminare nella neve, anche se battuta, è comunque faticoso. Oltre alla salita, aumenta molto la scivolosità e l’irregolarità del suolo. Ragione in più per limitare peso e materiale da caricare nello zaino. In sintesi, le normali tende “3 stagioni” sono inadatte al pernotto in climi rigidi: non trattengono il calore prodotto dal corpo e mal rispondono a condizioni meteo estreme. Esistono le tende studiate per le spedizioni invernali in alta montagna… ma sono troppo pesanti nel complessivo del peso che posso portare con me.

L’uomo dei boschi, l’esploratore, il superstite… preferiscono sempre, e devono, utilizzare quanto l’ambiente mette loro a disposizione. Quindi la neve, grazie alle sue caratteristiche coibentanti, costituisce un ottimo isolante naturale per trattenere il tepore sviluppato dalla cottura dei cibi e dal corpo stesso.

Credo che porterò con me anche dei lumini da tener accesi durante la notte: una piccola luce calda per intiepidire la vista delle pareti bianche che mi terrà compagnia, e anche un semplice dispositivo di sicurezza. Infatti qualora all’interno della truna l’ossigeno scarseggiasse, il lumino si spegnerebbe. Questo sì che è un eccellente sistema salva-vita!