“I BRITANNICI CI RIPENSANO!”

In uno dei post precedenti raccontavo dei 5 cimiteri Inglesi sull’Altopiano di Asiago. In quei giorni richiedevo all’Ambasciatore Britannico in Roma, Christopher Prentice, il Patrocinio per 16alminuto. La richiesta si risolse in un nulla di fatto, in quanto Sua Eccellenza, per prassi, concede il Patrocinio a solo iniziative fortemente legate al Regno Unito.

Tant’è che tengo molto al riconoscimento di 16AM da parte di tutti gli Stati che 100 anni fa mandarono i loro ragazzi sul Fronte che incrocia il percorso di 16alminuto. Quindi, facendo affidamento sulla mia costanza e il mio pensiero laterale, scrivevo al Console Onorario a Venezia Ivor Coward, che subito mi rispondeva con entusiasmo e garantendomi il Suo interessamento presso l’Ambasciatore.

Beh! Con gioia e incredulità condivido con tutti i sostenitori la mail inviatami dall’Ambasciata:

“Gentile Dott. Antonello,
È mio piacere informarla che, al contrario di quanto comunicato in precedenza, l’Ambasciatore Prentice, in consultazione con il console onorario a Venezia Ivor Coward, ha confermato la disponibilità dell’Ambasciata Britannica di Roma a concedere il patrocinio morale per la traversata “16alminuto” in ricordo dei Caduti della Prima Guerra Mondiale. In allegato può trovare la nostra lettera di conferma.

 Le mando a breve anche i nostri loghi.

 Cordiali saluti,

Clara”.

La soddisfazione di questo risultato, raggiunto non rassegnandomi al primo rifiuto, ma trovando un’altra via, mi riempie di fiducia. Al solito i problemi si possono risolvere con impegno, tenacia e atteggiamento creativo.

Mi merito poi un applauso da me stesso, non per immodestia, ma perché celebrare un successo è il carburante emotivo per stringere i denti nelle future difficoltà.

Infine, oltre a ringraziare l’Ambasciatore Prentice e Clara Marshall,  dell’ufficio comunicazione dell’Ambasciata Britannica, desidero rivolgere al Console Onorario di Venezia, Ivor Coward una gratitudine davvero senza data di scadenza…

UNA PORTA CHE SI CHIUDE…

Tutti noi sappiamo che fare esperienze e vivere, provarci significa, in sostanza, sperimentare il fallimento, l’insuccesso e il rifiuto.

Sono quindi quasi felice di riportare il “nulla di fatto con CMP. “NON CI SONO I PRESUPPOSTI” mi ha scritto Nicolò Rossignoli, nella sua mail seguente il nostro incontro a Romano d’Ezzelino, in sede di F.lli Campagnolo.

La cosa non mi abbatte più di tanto. “Pensa a 1000 modi per farcela, Enrico! E dopo che il millesimo modo non ha funzionato, fermati, pensaci, e trovane altri 1000!”. Questo mantra me lo sono già ripetuto decine di volte, perché sono davvero convinto che giocando al gioco della vita, non si perda mai: o si vince, o si impara! Se voglio davvero arrivare al termine di 16alminuto, devo tenermi pronto a superare ostacoli di portata ben maggiore.

Ho chiesto qualche spunto di perfezionamento a CMP circa il modo in un cui è stato percepito 16am. Non ho ancora ricevuto risposta, e capisco che faccia tutto parte di politica aziendale. Sottolineo che non l’ho minimamente presa sul personale: io, che mediaticamente NON SONO, mi presento ad un’azienda richiedendo materiale tecnico per preparami a compiere una piccola impresa. Quindi il rifiuto ci sta e lo avevo di gran lunga messo in conto.

In fondo le cose sono andate fin troppo bene finora: tre Patrocini eccellenti a seguito di una manciata di mail/telefonate; qualche azienda interessata a 16am che poi decide di avvalersi anche della mia collaborazione di coaching; in cima a tutto decine di persone, questo è il fatto che più mi fa gongolare, che sento vicine e coinvolte nel progetto, che condividono i post di 16am e mi galvanizzano con i loro feedback. Quindi avanti così…

E mentre rimuginavo sul da farsi, mi son imbattuto in un articolo su Simone Moro, uno tra i più forti alpinisti al mondo in questo momento, dove parla del materiale utilizzato da lui e dai sui compagni in occasione della recente PRIMA ASCENSIONE INVERNALE del Nanga Parbat, 8125 slm.

Tra i materiali parlava di tessuti a diretto contatto con la pelle. Ho quindi trovato e contattato ACCADI, azienda super specializzata in intimo tecnico realizzato con materiali usati nell’ingegneria aerospaziale, lo SHUTTLE per intenderci. Si sono dimostrati interessati e disposti a capire come sviluppare la cosa da metà luglio.

È proprio vero che una porta che si chiude, un portone che si apre…!

GRANDI PASSI VERSO LA PARTENZA… 

In qualche post precedente preannunciavo alcune novità. La prima riguarda una telefonata con il Direttore generale dell’ANA (Associazione Nazionale Alpini) @Adriano Crugnola, nella quale, a seguito della mia richiesta, mi comunicava che anche l’ANA concedeva il proprio patrocinio a  16alminuto.

La risposta è stata, oltre che graditissima ed entusiasmante, anche estremamente celere, contando il recente rinnovo di alcune cariche e, soprattutto, l’Adunata Nazionale appena conclusa.

Cercando di essere coerente con lo stile Alpino, non mi dilungherò in chiacchiere e cerimoniali. In più occasioni ho ribadito quanto sia alto il valore ed emozionante il ricordo del mio anno di servizio militare. Non riesco a trattenere, tuttavia, la gioia di pensare che anche il Comitato Nazionale dell’ANA ha voluto sottolineare la forza del significato di 16alminuto. Spero davvero di onorare, con i fatti, cotanta fiducia, e spero di rendere ancora più orgoglioso ogni Alpino che sceglie, a distanza di anni, di portare il proprio cappello in ogni occasione di servizio alla comunità.

La seconda novità riguarda un contatto “business”. La scorsa settimana, dopo alcune mail di richiesta, sono stato finalmente ricevuto in CMP, nota azienda di abbigliamento tecnico, soprattutto da montagna. Sia chiaro che 16alminuto non ha mai cercato sponsor nel senso tradizionale del termine. Devo però ammettere che nutro la forte esigenza di portare il progetto anche al di fuori dei tipici ambienti del “volontatariato”. Un po’ per evitare la tipica tendenza al buonismo e delle pacche sulle spalle. Soprattutto perché desidero avere una sorta di cappello a garanzia: le cose si fanno sul serio, tanto che anche chi fa fatturato, e non solo volontariato, trova utilità in 16alminuto.

@CMP f.lli Campagnolo, di Romano d’Ezzelino VI, sta portando avanti una significativa campagna pubblicitaria: “Persone vere. Prodotti veri. Storie autentiche”. Questa visione mi sembra molto in linea con 16alminuto e con me, spero quindi che la mia proposta di collaborazione, in esame in questi giorni, venga accolta.

Evidente che ogni forma di interessamento o di “pressione” da parte tua  è incoraggiata e gradita. Se ti va, manda una mail a

campagnolo@campagnolo.it

“CMP F.lli Campagnolo SpA, sono un entusiasta di 16alminuto, traversata alpina in solitaria. Vi prego di sostenere il progetto con ogni mezzo a Vostra disposizione.”

IL CANTO DI LAURI VOLPI TRA REALTÀ E PROPAGANDA 

Una circostanza da cui anche pubblicità e cinema hanno tratto ispirazione ha a che fare con il leggendario canto di Giacomo Lauri Volpi sul fronte del Grappa nella notte del 24 dicembre 1917.

Lauri Volpi fu un grande tenore, già attivo prima dello scoppio della guerra, seppur il successo lo baciò solo dopo il 1919.

Tra i racconti di mio nonno Giovanni Bertolini, Cavaliere di Vittorio Veneto, 151° Reggimento bombarde, quello della notte di Natale è forse il più emozionante.

Beninteso, sono conscio che spesso questi “fatti” storici sono in realtà viziati da molta propaganda di regime. Tant’è che, almeno in rete, ho trovato un’unica e confusa testimonianza dell’avvenimento. Ciò non toglie l’impatto che questo racconto ebbe su di me, nipote in assorto ascolto, immerso in un mondo fatto di “buoni e cattivi”. Lo riporto raccontato in prima persona, come se fosse narrato dal nonno Giovanni.

«Il 24 dicembre del 1917, sul Grappa, sotto il fuoco nemico, stavo in trincea a fianco di Giacomo Lauri Volpi, anche se però si chiamava solo Volpi all’epoca [Fu in seguito per Regio Decreto che il bene-augurante Lauri fu ratificato e divenne parte del nome del tenore].

Dopo le mie insistenze e quelle di molti altri compagni d’arme, alla fine Lauri Volpi si alzò in piedi e, per celebrare la Notte Santa, intonò la famosa aria della Tosca.

Al temine di quel canto di Natale dall’altra parte del fronte si levarono scroscianti e interminabili applausi…. Per più di ventiquattr’ore fu rispettata una tregua informale: nessuna bombarda fu lanciata da ambo le parti.

ISOLE CONNESSE 

Gli ultimi 10 giorni hanno portato molte novità. Non voglio anticipare situazioni che meriteranno dei post specifici: nuovi patrocini e un partner tecnico… Sento però il desiderio di scrivere alcune righe sul bisogno di connessione.

Come spesso accade, ogni riflessione nasce da una esperienza significativa vissuta in prima persona. Nello specifico sono due le esperienze che mi hanno dato un forte piacere di connessione… Ho partecipato a un evento di formazione ad Assisi tra il 28 maggio e il 4 giugno e appena tornato ho ricevuto molte offerte “Alpine” di sostegno per 16AM.

Spello e Assisi sono connesse da una fitta rete di sentieri che si annodano nel monte Subasio. L’andamento sinuoso-collinare dell’orizzonte, la millenaria simbiosi tra uomo e natura e, soprattutto, la tangibile eco di due personaggi come Chiara e Francesco, rendono quella parte dell’Umbria un luogo davvero magico: chi cerca una connessione con il trascendete, di certo qui trova stimoli di ricerca. Ho avuto la fortuna di incontrare compagne e compagni di strada rimasti colpiti da 16AM. La forza e voglia di ricerca di questi educatori sarà, ne sono sicuro, occasione per crescere e far crescere.

A Spello ho avuto modi di allenarmi durante l’allestimento dell’Infiorata: un privilegio! Il Subasio e nei giorni successivi la Rocca di Assisi, sono state le vette cui sono giunto dopo un piacevole faticare… la salita richiede l’uso di muscoli specifici.

Ed ero proprio di corsa, tra le risaie Grumolo, quando molti “Fra Alpini” del terzo blocco VFA 2001, venuti a conoscenza di 16AM, mi hanno contattato per congratularsi e offrimi il loro aiuto.

Sono state due bellissime esperienze di connessione, cioè di conferma del fatto che 16AM poggia su ideali condivisibili e desideri comuni.

A volte mi illudo di potercela fare comunque da solo, con determinazione, coraggio e sfidandomi.

È pur vero che ogni persona è un’isola, ma credo sia ugualmente vero il fatto che ci sono anche ponti invisibili tra tutte queste isole, ponti chiamati sentimenti, emozioni, valori.

BASTA CHIEDERE: IN QUANTI FELICI DI AIUTARE #2

La sera del 19 maggio scorso sono stato ricevuto, a seguito di mia proposta, dal GAM (Gruppo Amici della Montagna) di Piazzola.

Desidero ringraziare Ivo Callegari, Renato Zilio e Chiara, nel suo ruolo di presidente del GAM, per avermi accordato l’occasione di poter condividere con loro l’idea di 16AM. Oltre al fatto che molti dei soci hanno un trascorso scout, il fascino delle “Altevie” è di certo uno degli aspetti di più autentico contatto.

Ho avuto quindi la sensazione che il GAM abbia quasi assunto a suo dovere offrire un supporto logistico a 16AM: approvvigionamento, assistenza, compagnia, altro sostegno… si vedrà anche in base alle condizioni meteo.

A me resta la dolcissima sensazione di un gruppo di persone con il comune interesse per la montagna, che dopo pochi scambi, ha colto e raccolto appieno il significato profondo che quest’impresa ha per me. Ancora grazie!