UNA PORTA CHE SI CHIUDE…

Tutti noi sappiamo che fare esperienze e vivere, provarci significa, in sostanza, sperimentare il fallimento, l’insuccesso e il rifiuto.

Sono quindi quasi felice di riportare il “nulla di fatto con CMP. “NON CI SONO I PRESUPPOSTI” mi ha scritto Nicolò Rossignoli, nella sua mail seguente il nostro incontro a Romano d’Ezzelino, in sede di F.lli Campagnolo.

La cosa non mi abbatte più di tanto. “Pensa a 1000 modi per farcela, Enrico! E dopo che il millesimo modo non ha funzionato, fermati, pensaci, e trovane altri 1000!”. Questo mantra me lo sono già ripetuto decine di volte, perché sono davvero convinto che giocando al gioco della vita, non si perda mai: o si vince, o si impara! Se voglio davvero arrivare al termine di 16alminuto, devo tenermi pronto a superare ostacoli di portata ben maggiore.

Ho chiesto qualche spunto di perfezionamento a CMP circa il modo in un cui è stato percepito 16am. Non ho ancora ricevuto risposta, e capisco che faccia tutto parte di politica aziendale. Sottolineo che non l’ho minimamente presa sul personale: io, che mediaticamente NON SONO, mi presento ad un’azienda richiedendo materiale tecnico per preparami a compiere una piccola impresa. Quindi il rifiuto ci sta e lo avevo di gran lunga messo in conto.

In fondo le cose sono andate fin troppo bene finora: tre Patrocini eccellenti a seguito di una manciata di mail/telefonate; qualche azienda interessata a 16am che poi decide di avvalersi anche della mia collaborazione di coaching; in cima a tutto decine di persone, questo è il fatto che più mi fa gongolare, che sento vicine e coinvolte nel progetto, che condividono i post di 16am e mi galvanizzano con i loro feedback. Quindi avanti così…

E mentre rimuginavo sul da farsi, mi son imbattuto in un articolo su Simone Moro, uno tra i più forti alpinisti al mondo in questo momento, dove parla del materiale utilizzato da lui e dai sui compagni in occasione della recente PRIMA ASCENSIONE INVERNALE del Nanga Parbat, 8125 slm.

Tra i materiali parlava di tessuti a diretto contatto con la pelle. Ho quindi trovato e contattato ACCADI, azienda super specializzata in intimo tecnico realizzato con materiali usati nell’ingegneria aerospaziale, lo SHUTTLE per intenderci. Si sono dimostrati interessati e disposti a capire come sviluppare la cosa da metà luglio.

È proprio vero che una porta che si chiude, un portone che si apre…!