IDEE DI ALLENAMENTO #3

La freccia-posizione in cartina indica Caracoi Cimai, un graziosissimo crocchio di tabià sopra Caprile in provincia di Belluno sulla statale che porta alla Marmolada. Infilando il Ponte di Santa Maria delle Grazie ci si inerpica su alcuni tornanti dai quali passo passo, si può sempre più contemplare il massiccio della Civetta.

Sicuramente a molte persone questo abitato, seppur ben conservato e curatissimo, non dice poi molto. Per me invece, fino a oggi pomeriggio, rappresentava quasi un luogo mitico, una leggenda letta solo sulle cartine, una meta che più volte ero intenzionato a raggiungere. Infatti già un paio di volte, ben precedentemente all’avvio di 16AM e ancor prima di iniziare a correre con una certa regolarità, tentai di affrontare quei brevi ma intensi 480 metri di dislivello, senza però mai completarli.

In passato se non più in forma di oggi, ero sicuramente più giovane, più leggero, con le articolazioni più sciolte e tempi di recupero molto più brevi… Eppure solo oggi, decisa la meta, inserita nel contesto più ampio della preparazione di 16 al minuto, ho finalmente completato la salita, inserendo quella determinazione volitiva che, quanto ne vale la pena, so di poter tirar fuori.

Nonostante durante i primi 50 metri di salita i polpacci mi andassero a fuoco e, come sempre, i pensieri principali minassero la mia austostima, scoraggiandomi a proseguire l’avventura di 16AM, passo dopo passo ho raggiunto il bel vedere dove finisce la strada asfaltata e inizia una discesa pendente ma rilassante perché interamente celata nel bosco.

Non che sia chissà che impresa, ma mi gratifica profondamente aver messo una delle mie piccole bandierine di obiettivo raggiunto proprio a Caracoi Cimai! Ho ancora una volta avuto la conferma che la differenza tra successo o sconfitta origina in massima parte nel modo in cui decido di affrontare le prove. Sono davvero felice. La mia sfida con me stesso, oggi, l’ho inconfutabilmente vinta!