LA SCELTA DEL PERCORSO

L’ambiente montano in inverno non lesina immagini suggestive e panorami mozzafiato. Tuttavia le alpi innevate possono imprevedibilmente e rapidamente trasformarsi in un ambiente ostile e rischioso per l’uomo.
Il percorso, soppesato e valutato tappa per tappa, passaggio per passaggio grazie al generoso impegno dell’amico Marco Spazzini non si presenta molto “hard”: mi muoverò principalmente su strade bianche e forestali.
L’Altopiano di Asiago, teatro di numerosissimo scontri, ospita molti siti degni di visita: il Monte Zebio, lo stesso Sacrario Militare di Leiten, i Cimiteri Inglesi, l’ex cimitero francese di Conco.
Il Sacrario del Monte Grappa costituisce un altro irrinunciabile luogo della memoria. Lambirò alcune stazioni sciistiche (San Martino di Castrozza, Passo Rolle e San Pellegrino), e salirò alcune alpinistiche classiche come la Forca Rossa.
La traversata si concluderà al Pian di Salesei, località sita nel Comune di Livinallongo Col di Lana e più importante Sacrario di tutta l’area dolomitica.
Le pendenze attraversate saranno obbligatoriamente sotto i 27° per limitare la generazione di valanghe. Mi fa strano pensare che io (con la mia NON modesta massa), lo zaino e l’equipaggiamento che indosserò arriveremo a 130kg. Mi fa strano ma è così. Se camminassi, nel momento in cui un solo piede fosse al suolo, insisterei con circa 100kg per 10cm2, il che costituirebbe un evidente rischio se mi muovessi in zone ad alto pericolo valanga.
Certo la mia superficie d’appoggio (mezza split-board) misura ben più di uno scarpone: oltre che più efficace, lo sci o le racchette da neve sono anche più sicure.
Altro fattore è la pendenza. I 27°/30° rappresentano l’inclinazione dei pedii al di sotto della quale le valanghe non costituiscono reale pericolo. Resta però aperto il fronte “passaggi esposti” cioè quando attraverserò punti a valle di possibili valanghe.
Di nuovo abbiamo studiato una soluzione prudente. Nei passaggi più esposti, o qualora il Bollettino Neve e Valanghe Regionale evidenziasse particolari situazioni, Marco Spazzini, la Guida Alpina di cui sopra, mi affiancherà, e potrò contare quindi sulla sua competenza ed esperienza.
“Un’idea senza un progetto è pura allucinazione”. Credo fortemente nella mia capacità di risposta lucida e “presente” alla avversità, sarebbe però presuntuoso (e in questo caso rischiosissimo) non immaginare ogni possibile scenario, azione, conseguenza.
Inoltre questo aspetto preparatorio è un’ulteriore occasione per mettermi alla prova, imparare cose nuove e chiedere aiuto creando nuovi contatti. Molte persone mi stanno aiutando per 16AM e devo confermare che dire GRAZIE è una delle azioni più semplici ma più appaganti che mi sia mai trovato a compiere.