AGGIORNAMENTI DALLA TRUNA 

La neve tarda a scendere sulle nostre maestose Alpi. Nella foto, sul Passo Giau a quota 2250, sul versante nord ho provato, con i miei valorosi aiutanti, ad abbozzare una truna. Più che altro per disporre di qualche nuova foto in ambiente montano.

Non sono peraltro riuscito finora a svolgere molti dei test che avevo programmato entro la fine del 2016. Ho investito il tempo per 16AM in altri frangenti…

Se da una parte sono saltate le due uscite che desideravo fare, ho deciso allora di approfondire la “teoria”. Ho quindi chiesto aiuto, di nuovo, all’espertissimo Edoardo Fioretti, Istruttore Nazionale Scialpinismo (INSA) della Scuola Interregionale di Scialpinismo.

Edo mi ha dato molte conferme su alcuni dettagli tecnici: mettere nel sacco-piuma, durante la notte, le scarpette interne degli scarponi, così da evitare che ghiaccino; portare degli scalda-mani per i primi attimi di freddo nel sacco-piuma; misurare e conoscere la mia pulsazione cardiaca limite prima di una sudorazione troppo copiosa in relazione alle diverse temperature esterne (che significa umidità poi difficile da eliminare una volta nel sacco-piuma).

A un certo punto, parlando e scherzando, la “dritta” più interessante me l’ha data proprio in merito alla costruzione della truna. Edo conosce bene tutti i sistemi che conosco anch’io. E di sicuro ha avuto più occasioni di me per raffinarli. In effetti però non conoscevo il metodo che lui usa più spesso e che mi ha decisamente persuaso e conquistato.

Inizierò con una fossa lunga 160cm e larga 80cm circa. La profondità dipende dal tipo e dalla quantità di neve. Su questa fossa va poi costruito un tetto, tipo un grossolano igloo, con blocchi di neve pressata e compatta che, man mano si va verso l’alto, disporrò sempre più vicini. Agli angoli posizionerò i blocchi a 45° in modo da chiudere la fossa con un tappo rialzato. Il vantaggio sta nel fatto che così facendo creerò in poco tempo (prevedo 1h contro le 2h degli altri sistemi) un volume coperto e protetto. Entrerò dentro la fossa coperta e potrò molto agevolmente allargarla o allungarla asportando materiale nevoso dalla base dello scavo originale, senza essere costretto a stare in ginocchio e con la schiena piegata ed inevitabilmente bagnarmi…

Devo assolutamente fare delle prove, ma questo approccio mi convince assai! Grazie Edo.

DUE GRANDI NOVITÀ 

Sono molto orgoglioso di poter postare una foto in anteprima. La qualità dell’immagine non è il massimo, anche se agli occhi dei più esperti non sarà sfuggito il luogo. Ebbene, trattasi del laboratorio di Prosport, in quel di Vicenza.

L’espertissimo Macio si è sempre reso molto interessato e disponibile verso 16alminuto. Sicuramente la split che utilizzerò passerà i suoi controlli e le sue cure. Ci sono poi buone probabilità che 16AM si muoverà su una split interamente progettata e realizzata da Macio stesso. Nella foto è ritratto solo un prototipo per testare rigidità e peso. La forma sarà tutt’altra. Come dicevo, vederla in anteprima, è stata davvero un’emozione.

Non credo sia superfluo ribadire che, per un progetto come 16alminuto, non posso desiderare di meglio: utilizzare un prodotto totalmente ideato e “pressato” localmente!

La seconda novità riguarda MARMOT MOUNTAIN EUROPE. Ebbe sì, affezionati a 16alminuto. Marmot, una volta interpellata per diventare non sponsor ma PARTNER, ha riposto positivamente.

Non ho mai fatto mistero che dopo le Istituzioni (Ambasciate, Consolati e ANA), dopo il volontariato (Gruppi e Associazioni locali, Asinari e Cooperative), desideravo profondamente un paio di brand blasonati.

Finalmente anche questo tassello è messo al suo posto. Da una parte l’eccellenza tecnologia di ACCAPI per l’intimo, con il FIR rigenerante e la qualità assoluta del Made in Italy. Dall’altra MARMOT, una delle marche più tecniche sul mercato mondiale, garanzia di performance e affidabilità dei prodotti con pochi eguali.

In entrambi i casi ho trovato persone che hanno avuto la gentilezza di starmi ad ascoltare e l’animo capace di cogliere l’essenza di quest’avventura che ha ormai compiuto un anno.

Tra pochi giorni posterò un resoconto sui test-materiali effettuato a Laste (BL) nei pressi del Bivacco Pian di Stelle.

GRAZIE DELL’AIUTO

Il 30 dicembre 1917 segnò la temporanea fine delle ostilità sulla fronte Grappa, con la riconquista del Monte Tomba da parte della divisione 47ª DIVISIONE CHASSEURS DES ALPES. In mezz’ora restarono sul teatro di guerra quasi 600 soldati, per lo più Austriaci. Le temperature e la neve bloccarono i combattimenti sul Pertica e sul Tomba per tutta la durata della stagione invernale. Questo episodio è solo uno dei tanti che testimoniano il sangue versato durante il 15-18,

Come molti hanno notato i post di 16AM relativi alla guerra non sono molti. E per una precisa ragione.  Anzitutto perché non sono un ricercatore storico capace di portare informazioni inedite, secondariamente perché il rispetto e la gratitudine che provo per quei ragazzi cerco di attuarlo nella mia quotidianità e nelle mie scelte.

Sono infatti convinto che la gratitudine verso una persona (o per una situazione) debba essere anche dichiarata, nel senso che dire grazie suscita un’emozione decisamente positiva.

Gli adulti insegnano a ringraziare con determinazione ai bambini, spesso però le stesse relazioni tra adulti non trovano molta coerenza con quest’insegnamento.

Essere grati alla vita e agli altri è una delle cose che sta rendendo possibile 16alminuto. La gratitudine mi sta aiutando a raggiungere questo sogno proprio perché innesca un meccanismo favoloso per cui non solo “basta chiedere”, ma spesso l’aiuto mi viene offerto… Magari in un contesto dove nemmeno avevo compreso di aver bisogno d’aiuto.

Invito tutti i lettori di questi post a fare un passaggio su Ktrip (www.ktrip.it). Si tratta di un portale di viaggi gestito da Giacomo. Quest’ultimo ha sentito la storia di 16AM raccontata da uno dei maggiori ispiratori di quest’avventura, e ha deciso di ritagliare sul suo portale uno spazio dedicato alla preparazione all’impresa. Ribadisco ancora una volta che 16alminuto non ha sponsor, semmai l’intimo super-tecnico di Accapi (www.accapi.com) tramite Sabrina che visiterò tra qualche giorno e Ktrip sono due partner preziosissimi che trovano assonanza in questa traversata.

Quindi, Giacomo e Sabrina, mi fa davvero sentir bene dirvi GRAZIE! Perché “gratitudine non è accontentarsi, ma riconoscere!”.

16alminuto SI VESTE DI NEXUS-ACCAPI AGLI INFRAROSSI: ENERGIA E RECUPERO

Qualche post fa ringraziavo ACCAPI, piccola ma prodigiosa azienda italiana, per partecipare al progetto di 16alminuto.
Riuscire a contattare la persona giusta, raccontarle di 16AM, interessarla e convincerla non è stato né breve né facile. D’altronde, lo ribadisco spesso, laddove mettiamo più impegno, quando la sfida diventa avvincete e ci coinvolge completamente come persona, allora arriva la piena soddisfazione per aver raggiunto un obiettivo significativo. E infatti sono molto soddisfatto di poter contare su un alleato tanto essenziale quanto strategico per la riuscita della traversata.
ACCAPI vanta testimonial praticamente in ogni disciplina. Non ultimo Simone Moro nel suo ultimo 8000 invernale. Tuttavia questa azienda, classico esempio di eccellenza italiana, ha visto nel progetto e in me il profondo desiderio, e forse anche la necessità, di poter contare su prodotti davvero eccezionali.
Sottolineo che ACCAPI è un partner tecnico di 16AM, NON UNO SPONSOR. In altre parole il sostegno che riceverò non sarà di natura economica ma in forma materiale e soprattutto morale.
Di seguito riporto alcuni sostanziali caratteristiche dell’intimo che indosserò, senza mai cambiarlo per 15-16 giorni, caratteristiche godibili nei momenti di attività come in quelli di riposo. Potrebbe stupire il fatto che le borracce realizzate in Nexus rendono l’acqua gustosa e più leggera e più velocemente assimilabile.
In effetti «Nexus Energy Source unica, rivoluzionaria e brevettata a livello mondiale è una speciale fibra tessile che grazie alle polveri di platino, titanio e alluminio, inglobate nella mescola intima della fibra stessa, produce una naturale e costante emissione infrarossa la cui lunghezza d’onda, compresa tra 4 e14 micron, corrisponde al lontano infrarosso.
L’effetto predominante del lontano infrarosso FIR (Far InfraRed) emesso dalla fibra Nexus è quello di eccitare sia rotazionalmente che vibrazionalmente le molecole dell’acqua presente fisiologicamente nell’organismo consentendo una rottura più rapida dei legami di idrogeno che le tengono collegate. Più piccole e più mobili, le molecole così trasformate, velocizzano i processi biochimici intra e extra cellulari: in ingresso veicolano i nutrimenti essenziali ed in uscita l’eliminazione delle tossine, migliorando di conseguenza l’idratazione dei tessuti ed il metabolismo cellulare. I raggi infrarossi esercitano un’azione terapeutica sul corpo umano
I principali benefici che si ottengono con l’utilizzo della fibra Nexus Energy Source sono molteplici:
· miglioramento della circolazione sanguigna
· aumento dell’ossigenazione muscolare
· ottimizzazione dei processi di termoregolazione e termogenesi ·
· rilassamento muscolare
· espulsione delle tossine (per es. l’acido lattico)
· riduzione dei tempi di recupero e dei dolori post esercizio
Autorevoli Università e Istituti di Ricerca in Italia e all’estero hanno condotto ricerche specifiche sulle caratteristiche e le proprietà di questa fibra, riconoscendone l’efficacia sull’intero ciclo dell’attività umana: nello sport come nel riposo. […]
I capi Accapi Nexus, riducendo i tempi di recupero e migliorando le fasi di sonno e riposo, consentono allenamenti più intensi e ravvicinati tra loro permettendo un incremento della prestazione atletica sia nelle discipline di forza che in quelle di resistenza».

Nei prossimi post le mie prime sensazioni sul Nexus…

FRATELLI DI STRADA 

Ieri ho avuto il piacere di incrociare “sulla Strada” una persona che davvero vive e cerca l’avventura come solo i grandi esploratori sanno fare.

In questi giorni Giancarlo Cotta Ramusino, Girumin per chi lo conosce, sta attraversando un pezzo d’Italia in bici, partendo grosso modo da Bolzano per arrivare a Forlì. Piazzola sul Brenta sta nel percorso e quindi c’eravamo accordati per ritrovarci.

La bici GOAT (Graziella Operativa Alternativa Tattica) è appunto una graziella modificata per sostenere il carico necessario a un viaggio in autonomia di due settimane. Per il resto è un mezzo da “slow-bike”, cioè niente cambio, telaio pesante, ruote convenzionali!

Questo Lodigiano mica tutto a posto, rappresenta per me uno stimolo a creare imprese e superare gli ostacoli con tenancia, competenza e soprattutto umorismo. Non è questo il suo primo viaggio del genere… Sulla Francigena con carrozzella a seguito volendo sensibilizzare l’opinione pubblica sulla mobilità debole. Sulle rive del fiume Don, per ripercorrere la Ritirata degli Alpini dal fronte russo, a piedi da Milano a Venezia… e viaggi in ogni continente.

Per i lettori assidui dei post di 16alminuto, il suo nome non risulterà nuovo. Proprio la sua avventura “Ritorno a Nikolajevka” titolo di un ebook gratuito, è una delle mamme di 16AM.

Con cadenza bimensile ci perdiamo in chiacchiere via skype parlando di sacchi a pelo da 1000€, trune a “quattro stelle”, accorgimenti per muoversi sulla neve… Se dovessi pagarlo per le sue consulenze, credo che una cifra con tre zeri non basterebbe.

Anche questo, come ogni incontro sulla strada, porta con sé l’emozione per l’attesa, il picco intenso di gioia nel rivedersi, l’augurio malinconico di Buona Strada nel momento del saluto e l’incognita di chissà quando sarà il prossimo abbraccio.

Sono davvero convinto che tutti questi quattro elementi siano necessari. Senza anche solo uno dei quattro non si vivrebbe il travolgente pathos dell’incontro.

“I BRITANNICI CI RIPENSANO!”

In uno dei post precedenti raccontavo dei 5 cimiteri Inglesi sull’Altopiano di Asiago. In quei giorni richiedevo all’Ambasciatore Britannico in Roma, Christopher Prentice, il Patrocinio per 16alminuto. La richiesta si risolse in un nulla di fatto, in quanto Sua Eccellenza, per prassi, concede il Patrocinio a solo iniziative fortemente legate al Regno Unito.

Tant’è che tengo molto al riconoscimento di 16AM da parte di tutti gli Stati che 100 anni fa mandarono i loro ragazzi sul Fronte che incrocia il percorso di 16alminuto. Quindi, facendo affidamento sulla mia costanza e il mio pensiero laterale, scrivevo al Console Onorario a Venezia Ivor Coward, che subito mi rispondeva con entusiasmo e garantendomi il Suo interessamento presso l’Ambasciatore.

Beh! Con gioia e incredulità condivido con tutti i sostenitori la mail inviatami dall’Ambasciata:

“Gentile Dott. Antonello,
È mio piacere informarla che, al contrario di quanto comunicato in precedenza, l’Ambasciatore Prentice, in consultazione con il console onorario a Venezia Ivor Coward, ha confermato la disponibilità dell’Ambasciata Britannica di Roma a concedere il patrocinio morale per la traversata “16alminuto” in ricordo dei Caduti della Prima Guerra Mondiale. In allegato può trovare la nostra lettera di conferma.

 Le mando a breve anche i nostri loghi.

 Cordiali saluti,

Clara”.

La soddisfazione di questo risultato, raggiunto non rassegnandomi al primo rifiuto, ma trovando un’altra via, mi riempie di fiducia. Al solito i problemi si possono risolvere con impegno, tenacia e atteggiamento creativo.

Mi merito poi un applauso da me stesso, non per immodestia, ma perché celebrare un successo è il carburante emotivo per stringere i denti nelle future difficoltà.

Infine, oltre a ringraziare l’Ambasciatore Prentice e Clara Marshall,  dell’ufficio comunicazione dell’Ambasciata Britannica, desidero rivolgere al Console Onorario di Venezia, Ivor Coward una gratitudine davvero senza data di scadenza…

UNA PORTA CHE SI CHIUDE…

Tutti noi sappiamo che fare esperienze e vivere, provarci significa, in sostanza, sperimentare il fallimento, l’insuccesso e il rifiuto.

Sono quindi quasi felice di riportare il “nulla di fatto con CMP. “NON CI SONO I PRESUPPOSTI” mi ha scritto Nicolò Rossignoli, nella sua mail seguente il nostro incontro a Romano d’Ezzelino, in sede di F.lli Campagnolo.

La cosa non mi abbatte più di tanto. “Pensa a 1000 modi per farcela, Enrico! E dopo che il millesimo modo non ha funzionato, fermati, pensaci, e trovane altri 1000!”. Questo mantra me lo sono già ripetuto decine di volte, perché sono davvero convinto che giocando al gioco della vita, non si perda mai: o si vince, o si impara! Se voglio davvero arrivare al termine di 16alminuto, devo tenermi pronto a superare ostacoli di portata ben maggiore.

Ho chiesto qualche spunto di perfezionamento a CMP circa il modo in un cui è stato percepito 16am. Non ho ancora ricevuto risposta, e capisco che faccia tutto parte di politica aziendale. Sottolineo che non l’ho minimamente presa sul personale: io, che mediaticamente NON SONO, mi presento ad un’azienda richiedendo materiale tecnico per preparami a compiere una piccola impresa. Quindi il rifiuto ci sta e lo avevo di gran lunga messo in conto.

In fondo le cose sono andate fin troppo bene finora: tre Patrocini eccellenti a seguito di una manciata di mail/telefonate; qualche azienda interessata a 16am che poi decide di avvalersi anche della mia collaborazione di coaching; in cima a tutto decine di persone, questo è il fatto che più mi fa gongolare, che sento vicine e coinvolte nel progetto, che condividono i post di 16am e mi galvanizzano con i loro feedback. Quindi avanti così…

E mentre rimuginavo sul da farsi, mi son imbattuto in un articolo su Simone Moro, uno tra i più forti alpinisti al mondo in questo momento, dove parla del materiale utilizzato da lui e dai sui compagni in occasione della recente PRIMA ASCENSIONE INVERNALE del Nanga Parbat, 8125 slm.

Tra i materiali parlava di tessuti a diretto contatto con la pelle. Ho quindi trovato e contattato ACCADI, azienda super specializzata in intimo tecnico realizzato con materiali usati nell’ingegneria aerospaziale, lo SHUTTLE per intenderci. Si sono dimostrati interessati e disposti a capire come sviluppare la cosa da metà luglio.

È proprio vero che una porta che si chiude, un portone che si apre…!

GRANDI PASSI VERSO LA PARTENZA… 

In qualche post precedente preannunciavo alcune novità. La prima riguarda una telefonata con il Direttore generale dell’ANA (Associazione Nazionale Alpini) @Adriano Crugnola, nella quale, a seguito della mia richiesta, mi comunicava che anche l’ANA concedeva il proprio patrocinio a  16alminuto.

La risposta è stata, oltre che graditissima ed entusiasmante, anche estremamente celere, contando il recente rinnovo di alcune cariche e, soprattutto, l’Adunata Nazionale appena conclusa.

Cercando di essere coerente con lo stile Alpino, non mi dilungherò in chiacchiere e cerimoniali. In più occasioni ho ribadito quanto sia alto il valore ed emozionante il ricordo del mio anno di servizio militare. Non riesco a trattenere, tuttavia, la gioia di pensare che anche il Comitato Nazionale dell’ANA ha voluto sottolineare la forza del significato di 16alminuto. Spero davvero di onorare, con i fatti, cotanta fiducia, e spero di rendere ancora più orgoglioso ogni Alpino che sceglie, a distanza di anni, di portare il proprio cappello in ogni occasione di servizio alla comunità.

La seconda novità riguarda un contatto “business”. La scorsa settimana, dopo alcune mail di richiesta, sono stato finalmente ricevuto in CMP, nota azienda di abbigliamento tecnico, soprattutto da montagna. Sia chiaro che 16alminuto non ha mai cercato sponsor nel senso tradizionale del termine. Devo però ammettere che nutro la forte esigenza di portare il progetto anche al di fuori dei tipici ambienti del “volontatariato”. Un po’ per evitare la tipica tendenza al buonismo e delle pacche sulle spalle. Soprattutto perché desidero avere una sorta di cappello a garanzia: le cose si fanno sul serio, tanto che anche chi fa fatturato, e non solo volontariato, trova utilità in 16alminuto.

@CMP f.lli Campagnolo, di Romano d’Ezzelino VI, sta portando avanti una significativa campagna pubblicitaria: “Persone vere. Prodotti veri. Storie autentiche”. Questa visione mi sembra molto in linea con 16alminuto e con me, spero quindi che la mia proposta di collaborazione, in esame in questi giorni, venga accolta.

Evidente che ogni forma di interessamento o di “pressione” da parte tua  è incoraggiata e gradita. Se ti va, manda una mail a

campagnolo@campagnolo.it

“CMP F.lli Campagnolo SpA, sono un entusiasta di 16alminuto, traversata alpina in solitaria. Vi prego di sostenere il progetto con ogni mezzo a Vostra disposizione.”

ISOLE CONNESSE 

Gli ultimi 10 giorni hanno portato molte novità. Non voglio anticipare situazioni che meriteranno dei post specifici: nuovi patrocini e un partner tecnico… Sento però il desiderio di scrivere alcune righe sul bisogno di connessione.

Come spesso accade, ogni riflessione nasce da una esperienza significativa vissuta in prima persona. Nello specifico sono due le esperienze che mi hanno dato un forte piacere di connessione… Ho partecipato a un evento di formazione ad Assisi tra il 28 maggio e il 4 giugno e appena tornato ho ricevuto molte offerte “Alpine” di sostegno per 16AM.

Spello e Assisi sono connesse da una fitta rete di sentieri che si annodano nel monte Subasio. L’andamento sinuoso-collinare dell’orizzonte, la millenaria simbiosi tra uomo e natura e, soprattutto, la tangibile eco di due personaggi come Chiara e Francesco, rendono quella parte dell’Umbria un luogo davvero magico: chi cerca una connessione con il trascendete, di certo qui trova stimoli di ricerca. Ho avuto la fortuna di incontrare compagne e compagni di strada rimasti colpiti da 16AM. La forza e voglia di ricerca di questi educatori sarà, ne sono sicuro, occasione per crescere e far crescere.

A Spello ho avuto modi di allenarmi durante l’allestimento dell’Infiorata: un privilegio! Il Subasio e nei giorni successivi la Rocca di Assisi, sono state le vette cui sono giunto dopo un piacevole faticare… la salita richiede l’uso di muscoli specifici.

Ed ero proprio di corsa, tra le risaie Grumolo, quando molti “Fra Alpini” del terzo blocco VFA 2001, venuti a conoscenza di 16AM, mi hanno contattato per congratularsi e offrimi il loro aiuto.

Sono state due bellissime esperienze di connessione, cioè di conferma del fatto che 16AM poggia su ideali condivisibili e desideri comuni.

A volte mi illudo di potercela fare comunque da solo, con determinazione, coraggio e sfidandomi.

È pur vero che ogni persona è un’isola, ma credo sia ugualmente vero il fatto che ci sono anche ponti invisibili tra tutte queste isole, ponti chiamati sentimenti, emozioni, valori.

BASTA CHIEDERE: IN QUANTI FELICI DI AIUTARE #2

La sera del 19 maggio scorso sono stato ricevuto, a seguito di mia proposta, dal GAM (Gruppo Amici della Montagna) di Piazzola.

Desidero ringraziare Ivo Callegari, Renato Zilio e Chiara, nel suo ruolo di presidente del GAM, per avermi accordato l’occasione di poter condividere con loro l’idea di 16AM. Oltre al fatto che molti dei soci hanno un trascorso scout, il fascino delle “Altevie” è di certo uno degli aspetti di più autentico contatto.

Ho avuto quindi la sensazione che il GAM abbia quasi assunto a suo dovere offrire un supporto logistico a 16AM: approvvigionamento, assistenza, compagnia, altro sostegno… si vedrà anche in base alle condizioni meteo.

A me resta la dolcissima sensazione di un gruppo di persone con il comune interesse per la montagna, che dopo pochi scambi, ha colto e raccolto appieno il significato profondo che quest’impresa ha per me. Ancora grazie!